lunedì 30 giugno 2008

Sabato 28 Giugno 2008 h16

Ero come sempre.. svuotata, agitata,confusa.. cambiavo sempre casa passavo da una all’altra sempre alla ricerca di qualcosa.. qualcuno.. un continuo cercare,prendemmo un appartamento al 4°piano in una palazzina popolare,la cosa strana è che non c’erano le scale ,per poter salire bisognava passare in tutti gli appartamenti,infatti nessuno di questi era chiuso a chiave,

in casa viveva con me una donna senza valori senza morale, credevo a volte che era la moglie di Gerardo,ma questa aveva un compagno e tradiva il marito nel suo letto,non visto comportamenti intimi ma sapevo che lo tradiva,e volevo buttarla fuori volevo far rispettare ma non ne avevo le forze ero annientata svuotata

ero sul letto rannicchiata che ad un tratto sentii squillare il cellulare,andai nella camera dove era questa donna e volevo prendere il cellulare per rispondere ma questa donna cercava di ostacolarmi,io sapevo che forse era Gerardo,lo aspettavo da un momento all’altro,così finalmente riuscii a prendere il cellulare e risposi,sentii una voce fioca..lontana era Gerardo che mi disse… Mò .. mò..sei Tu??? Ed io ….Gerardo..Gerardo dove sei?

La voce di Gerardo divenne più forte.. più vicina e mi disse…Sto venendo non ti preoccupare Sasariello mi è venuto a prendere,vestiti e scendi giù ad aprirmi il portone che sto venendo

Un emozione forte..la gioia indescrivibile….cercai al volo qualcosa da mettermi ma non trovai nulla così decisi di scendere così come ero in pantaloncino grigio e canotta,mentre mi apprestavo a scendere ,con il cuore in gola percorrevo il corridoio di questa casa,e notai che la luce del bagno era accesa,c’era papà che si stava facendo la barba….aveva la schiuma da barba sul viso e si specchiava pronto per radersi,inizialmente credevo che era normale che stesse lì,ma poi quando mi avvicinai,realizzai che no che non era normale,non doveva essere lì,papà era morto,quindi se era lì era venuto per la sua bambina,era venuto per me,lo guardavo,era bello era sano era forte,si girò mi guardava ed aveva la guancia sinistra gia rasa quindi senza schiuma,piangevo con lo sguardo gli dissi.. papà perdonami se ti sto trascurando.. papà perdonami se penso sempre a Gerardo e poco a te papà perdonami se adesso voglio correre da Gerardo,papà perdonami…

E papà capì subito cosa i miei occhi gli dicevano e il dolore che stavo provando e mi disse…vai a papà.. vai.. và da Gerardo pensa a lui adesso vai a papà

Così incominciai a correre con tutte le forze scendevo passando in appartamento in appartamento,in uno passai dalla camera da letto c’era una sig.ra a letto,io inciampai tra il gradino ed il termosifone,la sig.ra mi disse.. stai attenta vai piano.. ti fai male, ed io ne mi fermai ne la risposi

Finalmente arrivai giù,mi guardavo intorno cercavo il portone da aprire ma non vi era nessun portone,c’era solo un cancello metallico già aperto,cominciai a pensare che forse non era quella la casa visto che cambiavo sempre,i dubbi ,tanti dubbi di aver sbagliato casa che Gerardo stesse altrove,mentre mi tormentavo vidi sulla mia destra un parcheggio rialzato ,e c’era Gerardo che veniva,camminava a piedi,era bellissimo,era sano,era il Gerardo forte di una volta,aveva una serafina ed un pantalone a sigaretta di color nero,era bellissimo,ma soprattutto sano,forte,mi misi a correre,gli andavo incontro e così messami davanti a lui lo ammiravo mi inebriavo di lui,intorno a Gerardo c’erano tanti ragazzini che gli facevano festa per il suo ritorno,vi erano anche degli uomini,Gerardo era preso dal salutare e rispondere a tutti quelli che lo festeggiavano,ci fù un uomo che gli disse.. hai saputo di tuo fratello?? E Gerardo…si lo sò è morto…gli ho portato un coppetto(era quel triangolino di stoffa che si da come premio di una gara che lui aveva fatto un coppetto e lo aveva posto sulla tomba del fratello)

E continuava a camminare verso di me,portava dietro alla nuca sorretti dalle mani tre palloni rossi legati tra loro e dopo aver risposto a quel uomo li reggeva solo con la ,mano sx così due palloni caddero a penzoloni dietro la sua schiena,e venendo verso di me se ne vedeva solo uno di pallone

Io continuavo ad osservarlo ma poi visto che non mi aveva ancora salutato gli dissi quasi innervosita…Gèèè e allooora!!

Mi venne incontro appoggio la sua fronte sulla mia,occhi negli occhi testa e testa e mi desse scusami mò…quanti problemi hai?? Ed io ..non mi importa dei problemi.. voglio sapere come stai?? Tu come stai?? E lui.. bene,sto bene se non fosse per la gamba che mi fa male …ma sto bene( e si appoggiò la mano sulla gamba dx)

Stando così ravvicinati sempre testa e testa guardandogli il petto vidi che sulla maglietta c’era scritto “Medaglia D’Oro” capii che aveva vinto un campionato di calcio,e così gli dissi. beh ti fa male la gamba perchè giochi a pallone

Gerardo sorrise e annuì e poi facendo pressione con la fronte sulla mia con foga mi disse stringendo i denti… millennium termobagno…millennium termobagno

Era come per dirmi usa i denti onore e rispetto...onore e rispetto


27 venerdì, giugno 2008 Alessandra

Alessandra 27 Giugno 2008

Entro nel capannone e vedo che era tutto diverso,era totalmente vuoto , e tutto colorato di bianco, all’entrata c’era una scrivania color ciliegio e dietro a questa scrivania seduto su una sedia antica di legno rivestita di pelle di color nero c’era un giocatore di pallone e di fianco in piedi c’era Teresa vestita di nero, quest’uomo era moro, alto, ben piazzato ed abbronzato,aveva i capelli raccolti con l’elastico formando un piccolo codino, di fronte c’era una stanza tutta bianca,tappezzata di tante foto di Gerardo,rimaneva solo il bordo in alto di colore bianco,tante ne erano le foto di Gerardo,nel mezzo di questa stanza c’era un grande tavolo antico di legno scuro con un grande addobbo al centro e tante sedie intorno,le sedie erano di legno scuro rivestite di pelle nera con borchie oro, sia il tavolo che le sedie erano di uno stile antichissimo,di quelli stile barocchi imperiali antichi.

La presenza di quest’uomo mi irritava,mi infastidiva vederlo nelle cose di Gerardo,al posto di Gerardo,ad un tratto questo entra in questa stanza e si siede al tavolo e io domandai a Teresa… ma come fai a stare con lui, non puoi fare questo a Gerry e Teresa rispose… quando stò con lui è come se stessi con Gerardo ed io le risposi… sei fuori di testa,non sei più tu, non puoi comportarti così.

Dopo dalla stanza esce quest’uomo ed io dissi..adesso entro io voglio parlare con Gerardo.. ma Teresa mi disse.. no tu no, non puoi entrare, ci posso entrare solo io!! Ed io allora le dissi e perché a lui lo fai entrare,perché lui si ed io no!!!

Teresa mi disse.. adesso ci devo parlare io con Gerardo e quindi non puoi entrare. Quella stanza nel sogno mi rappresentava Gerardo,chi entrava incontrava Gerardo… Gerardo era la stanza!!

Mentre ero fuori anche se non c’era ma era presente l’ombra di quest’uomo,e mentre così mi vidi Gerry davanti a me e mi disse… Alessà ci devi parlare tu,ci devi parlare tu,io non voglio assolutamente che fa quello che sta facendo. Anche quando parlavo con Gerry sentivo la presenza di quest’uomo,forse nemmeno l’ombra , ma la certezza che era presente

Dopo aver parlato con Gerardo irrompo nella stanza e vidi all’angolo del tavolo seduti Teresa l’ombra di due bambini ,un maschietto ed una femminuccia di circa 2-3 anni e quest’ uomo, sapevo che i bambini erano solo di Teresa, e mi meravigliai della presenza dei bambini

Mi rivolsi a quest’uomo e gli dissi …. ma tu la sai la sua situazione? Lo sai che lei sta con te solo per ricordare Gerardo..come fai a starci?

Lui mi risponde… a me va bene così, perché anch’io devo dimenticare…

25 domenica, maggio 2008

non lo ricordo ma è stato così agitato,mi sono svegliata scossa triste,non ricordo niente ma non è stato bello non assolutamente,tanto agitato e tanto triste

9 venerdì, maggio 2008

non lo ricordo benissimo ma ero al negozio ...stavo su in sala apparentemente era piena ma in realta c'era un gran vuoto....un vuoto devastante,io mi mostravo forte risoluta,poi mentre stavo andando a spostare la macchina ...mi hai parlato da dietro le spalle,mi hai fermato con il braccio teso sulla mia spalla e mi hai detto accarezzandomi la testa ....ma cosa pensi,che non sappia come stai male....lo so cosa hai dentro io lo so ....